Indelegabilità del DVR

HOME | Il caffè della sicurezza | Indelegabilità del DVR

Cosa significa non delegabilità del DVR?

 

 

L’articolo 2, comma 1, lettera q), del d.lgs. n. 81/2008 definisce la valutazione dei rischi come segue: “valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza”. Dunque, si tratta di un vero e proprio processo, inteso come un assieme di attività concatenate tra loro e finalisticamente dirette alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, della cui adozione ed attuazione si fornisce prova per mezzo del DVR (documento di valutazione dei rischi).

Come già il d.lgs. n. 626/1994, il d.lgs. n. 81/2008 prevede espressamente – all’articolo 17 – che il datore di lavoro non può delegare la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza sul lavoro e la nomina del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione).

Se la previsione relativa alla nomina del RSPP è di semplice interpretazione in quanto trattasi di un incarico che può essere conferito dal solo datore di lavoro (dovendo essere accettato dal RSPP) e del quale si fornisce prova con la firma dell’atto di nomina da parte del datore di lavoro e con la accettazione scritta del RSPP, nel caso della indelegabilità del DVR l’interpretazione si presenta come maggiormente problematica. Ciò perché l’attuazione dell’obbligo di redigere il DVR non è un atto unico ma il risultato di un processo, contenente diversi atti, alcuni dei quali di natura professionale, altri di natura gestionale e altri ancora di natura giuridico-formale. Tali attività non possono, naturalmente, essere sempre e solo riferite al datore di lavoro né, d’altra parte, essere sempre e solo addebitabili al medesimo (cfr., per tutte, Cass., Sez. un., 18 Settembre 2014, n. 38343, nella nota questione “Thyssenkrupp”).

Tanto premesso, ciò che sicuramente non si può delegare è l’attività di garanzia che tutto il processo di valutazione dei rischi si sia svolto correttamente e secondo quanto previsto dalla norma e, ovviamente, la firma del DVR. Di tale processo fanno parte il controllo della completezza del documento rispetto alle condizioni produttive e agli impianti ed ambienti di lavoro dell’effettivo rispetto dei contenuti di legge del DVR (articoli 28 e 29 del d.lgs. n. 81/2008). Al contrario, l’efficace attuazione delle misure del DVR può essere riservata, anche attraverso le delega, e riferita ai dirigenti, i quali, quindi, ne rispondono. 

Scarica il PDF